Supportare i Genitori di Bambini con DSA

Per chi non mi conosce, sono Fera Benedetto, psicologo.

Fino a qualche anno fa mi sono occupato di Disturbi di Apprendimento (DSA).

Ho scritto anche dei libri sul tema come Il bambino dimenticato.

Da un pò di tempo sto pensando di cambiare un pò rotta, e non dedicarmi nello specifico solo ai DSA.

Vi posso già spoilerare che è in corso la scrittura di un nuovo libro.

Infondo, dalla mia esperienza, il lavoro più grosso che ho fatto è stato con i genitori, e non con i bambini.

Non è facile per un genitore accettare che il proprio figlio abbia un Disturbo, quantomeno in prima battuta.

È un percorso che si va via via dispiegando, fino al pentimento dei genitori quando si rendono contro di aver preteso troppo dal proprio figlio.

Aiutare i genitori a comprendere le difficoltà del bambino, e ad accettarle, è il primo passo per una vita serena in famiglia.

Ho avuto modo di sostenere mamme, che non riuscivano a credere che il proprio figlio potesse avere delle difficoltà, perché loro stesse, non avevano avuto queste difficoltà scolastiche, anzi, sono state studentesse modello.

Ho sostenuto mamme, immerse nella paura e nell’ansia, perché al contrario, attraverso il proprio figlio, sono tornate a rivivere l’ansia e il terrore dei banchi di scuola.

Una madre che in passato è stata una studentessa modello, potrebbe assumere un atteggiamento molto esigente verso il figlio, e pretendere da lui, quello che lei riuscirebbe a fare con facilità.

Come anche una mamma spaventata e ansiosa, non farà altro che mettere in allerme il figlio su cosa è giusto o non è giusto fare, anche in questo caso, tendendo al perfezionismo, che nemmeno lei è in grado di dare.

Probabilmente i due esempi che ho fato fin ora, risuoneranno per molte mamme che leggeranno questo articolo.

Ed ora sono pronto per prendere un risvolto più caratteriale e comportamentale della genitorialità.

I vostri figli vi fanno arrabbiare, spesso non sapete proprio come comportarvi con loro.

Molti genitori hanno in mente un modello di figlio ideale, e non riescono ad accettare il fatto che il figlio si comporti diversamente da come loro immaginano.

Oppure ancora, pensano al figlio come ad un estensione di loro stessi, mettendo in atto un atteggiamento morboso, di pretesa di affetto, che magari il figlio non desidera e rifiuta.

Ci sono atteggiamenti di vostro figlio, che davvero vi fanno saltare i nervi, una rabbia che non riuscite a controllare, e vi scontrate continuamente.

In questo ultimo caso, molto spesso c’è una somiglianza tra genitore figlio, che nemmeno loro riescono a riconoscersi.

Adoro il lavoro che faccio.

Quello che amo, è la possibilità di porgere la chiave giusta al paziente.

Quella chiave che gli consente di aprire una nuova porta, dalla quale vedere le cose da una prospettiva differente e più sana.

La sensazione di piacere e compassione, quando vedo il volto di una mamma o di un papà, che finalmente si illumina di una comprensione nuova.

Ormai è ampliamente dimostrato che, la terapia psicologica, traccia delle nuove connessioni neurali nel paziente, che gli consentono di avere una comprensione migliore della vita, sia a livello mentale, che a livello emotivo.

Approfitto per salutare le mamme che ancora mi seguono.

Vi ringrazio se condividerete questo post.

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