Mi è capitato ultimamente di osservare genitori in difficoltà in merito alla loro separazione, rispetto ai propri figli.
Genitore che tendono a mettere i figli sotto la lente di ingrandimento per capire cosa pensano della loro separazione.
Può capitare che i genitori identifichino la loro sofferenza, in quella del figlio, quindi non vedendo nessuna reazione o parola da parte sua, pensano che sia in difficoltà, questo si può definire un effetto specchio.
Non è la regola che i figli reagiscano negativamente alla separazione dei genitori.
Ultimamente mi è capitato di seguire un ragazzino, inviatomi per comportamenti inappropriati.
Prima di cominciare il colloquio, il padre mi riferisce che probabilmente il figlio sta soffrendo per la separazione in corso, e per questo motivo ha dei comportamenti che lui definisce strani.
Dal momento in cui ho iniziato a parlare con il ragazzino, si è dispiegato tutt’altro scenario, la sua sofferenza proveniva dal lutto di una persona per lui importante.
Probabilmente questo argomento così ingombrante, sarà passato in secondo piano, vista la imminente separazione dei genitori, argomento di cui la coppia si stava occupando.
Mentre il ragazzo parlava, ho avuto il pensiero chiaro, che il padre stesse proiettando tutta la sua sofferenza sul figlio.
E ancora più chiaro, che quando stiamo affrontando un momento importante, come la separazione, diventa difficile, a volte direi impossibile, ascoltare il dolore degli altri, compreso i nostri figli.
Al successivo incontro, ho voluto chiarire al padre che l’argomento principale su cui abbiamo lavorato con il ragazzino, non dipendeva dalla separazione. Il padre ci teneva comunque a ribadire che probabilmente bisognava approfondire il tema della separazione.
A quel punto, mi è venuto spontaneo chiedere al genitore stesso, se avesse lui il bisogno di essere ascoltato.
In effetti il suo stato di sofferenza per la separazione era ben evidente.
Una volta chiarito, che non era necessario triangolare il figlio in questioni che riguardano gli adulti, e sul quale argomento il ragazzo ha già espresso il suo parare “Per me va bene, alla fine lo sapevo da un pò che si sarebbero allontanati”.
A quel punto il mio lavoro è stato più chiaro e funzionale, In quanto ho permesso al ragazzo di riconoscere e convalidare le sue sofferenze, finalmente si è sentito ascoltato.
Ho avuto modo di sganciare il padre dal figlio, centrando la sua personale sofferenza, diversa da quella del figlio, e invitandolo ad incontri personali.
Perchè portare i figli su argomenti che riguardano gli adulti?
Seppure la coppia, faccia parte della famiglia, resta sempre un fatto della coppia, formata da adulti.
I figli dovrebbero essere protetti dalle scelte che riguardano gli adulti, anche se dal profondo delle viscere sentiamo la necessità di parlarne con loro, di chiedere la loro opinione, e addirittura metterli nelle condizioni di scegliere da che parte stare.
Per i figli, i genitori, restano sempre mamma e papà, nonostante loro non stiano più insieme, perchè dobbiamo metterli nelle condizioni di scegliere.
Perché dobbiamo far ricadere attivamente nel nostre decisioni su di loro?
Come faccio a sapere se mio figlio sta male per la separazione?
Molto spesso sono i figli stessi che mostrano segni di sofferenza o di irritazione nei confronti dei genitori che si stanno per separare, in quel caso è chiaro che si debba intervenire sulla consapevolezza del figlio su cosa stia succedendo alla famiglia.
Ma quando i figli non mostrano segni, o non spendono parole di contraddittorio verso la separazione dei genitori, perché infilarceli dentro per forza?
Molto spesso, quando i figli non mostrano segni di sofferenza verso la separazione dei genitori, è un segnale che la famiglia è sana, dove i ruoli sono ben definiti.
I figli sanno che non c’entrano nei rapporti degli adulti, e sanno che devono lasciar fare a loro perchè si fidano.
Diverso è quando i figli interferiscono nella relazione, in questo caso probabilmente, i figli sono stati coinvolti in una triangolazione di coppia, della quale ovviamente non sono consapevoli.
È un tema molto attuale la separazione, e mi trovo spesso da una parte o dall’altra della coppia, a cercare di individuare le necessità della persona in quel momento.
Mi sono trovato spesso ad affrontare più colloqui, dove il tema centrale era la paura della scelta.
Posso separarmi? A chi faccio del male? Posso mantenere la famiglia unita? Come faccio a far capire al partner che non lo amo più?
Sono tutte domande molto ricorrenti, ovviamente noi psicologi non abbiamo le risposte, ma abbiamo gli strumenti per guidarti verso una scelta consapevole.
Benedetto Fera
Psicologo 3480019600
