Perché scelgo sempre la persona “sbagliata”? Il filo invisibile tra amore e infanzia

Ti è mai capitato di avere la sensazione di vivere un eterno dejà-vu?

Cambia il nome del partner, cambia il colore dei suoi occhi, magari cambia anche il lavoro che fa, ma dopo i primi mesi ti ritrovi esattamente nello stesso punto: a soffrire per le stesse mancanze, a subire gli stessi silenzi o a rincorrere chi non vuole farsi raggiungere.

Non è sfortuna e non è un caso. È quello che nel mio libro “Essere Autentico” definisco il richiamo del “familiare”.

La storia di “Giulia” (un esempio concreto)

Giulia è una donna in carriera, forte e determinata. Eppure, in amore, finisce sempre con uomini “da salvare”: uomini con problemi di dipendenza, fragili o emotivamente assenti. Durante le nostre sedute, abbiamo scoperto che Giulia, da piccola, era il “pilastro” di una madre depressa. Aveva imparato che l’unico modo per essere amata e vista era prendersi cura dell’altro. Oggi, lei non cerca un compagno, cerca inconsciamente qualcuno che riattivi quel suo vecchio ruolo di “crocerossina”.

Ti riconosci in questa dinamica? Hai anche tu l’impressione che il tuo valore dipenda da quanto riesci a “tenere insieme” i pezzi di qualcun altro?

Cerchiamo ciò che conosciamo, non ciò che ci fa bene

Inconsciamente, cerchiamo partner che attivino in noi quegli stessi schemi che abbiamo vissuto da bambini. Anche se quel dolore fa male, lo sappiamo gestire. È un terreno che conosciamo.

Ecco alcuni schemi comuni:

  • Il Bisogno di Approvazione: Se sei stato un bambino “trasparente”, cercherai partner che non ti vedono, sperando che un giorno, finalmente, si accorgano di te.
  • La Corazza del Salvatore: Se hai dovuto accudire i tuoi genitori, cercherai partner “rotti” da riparare.
  • La Paura del Giudizio: Se sei stato un bambino criticato, cercherai partner esigenti che ti mettano costantemente alla prova.

Fermati un istante e rifletti:

Prova a rispondere onestamente a queste domande:

  1. Qual è l’emozione che provi più spesso nelle tue relazioni? (Ansia, solitudine, rabbia?)
  2. Questa sensazione ti ricorda qualcosa che provavi quando eri piccolo/a in casa con i tuoi genitori?
  3. Stai amando la persona che hai davanti, o stai cercando di risolvere un problema del tuo passato attraverso di lei?

La testimonianza di chi ha iniziato il “Viaggio”

Chi ha iniziato un percorso con me spesso riferisce una sensazione di “leggerezza fisica”. Come scrive un mio paziente dopo alcuni mesi di lavoro:

“Prima mi sentivo come se avessi un peso sul petto ogni volta che il mio partner non rispondeva. Ora ho capito che quel peso non era ‘amore’, ma la paura di quel bambino che non veniva ascoltato. Ho tolto la maschera e, per la prima volta, respiro.”

Inizia il tuo viaggio verso l’autenticità

Uscire dal circolo vizioso delle relazioni ripetitive è un atto di coraggio, quello che io chiamo il “Viaggio dell’Eroe dentro se stessi”. Non si tratta di trovare la persona “giusta”, ma di smettere di essere la persona “adattata”.


Vuoi riprendere in mano il tuo copione?

1. Leggi il libro: In “Essere Autentico” ti spiego passo dopo passo come smontare queste maschere.

2. Sfrutta il regalo: Se acquisti il libro, all’ultima pagina troverai le istruzioni per scrivermi su WhatsApp e ricevere un colloquio gratuito di 30 minuti.


Non aspettare che la prossima relazione fallisca per capire perché è successo.

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E iniziamo insieme a scostare quella siepe.