Quando il dolore ti ferma per farti ascoltare: la mia ernia e il dialogo tra Medicina e Psicologia.
Sono uno psicologo e oggi ho deciso di scriverti dal letto a causa di un’ernia che mi costringe al riposo forzato. Voglio parlarti di come il nostro corpo invii segnali chiarissimi e, soprattutto, di come imparare a interpretarli.
L’esigenza di avvicinare la Medicina alla Psicologia non è per me solo una missione professionale, ma una necessità personale che nasce da due motivi precisi.
1. Il dialogo in famiglia: tra Medico e Psicologo
Mio padre è un medico. Ci confrontiamo spesso sulle nostre professioni e siamo entrambi giunti alla stessa conclusione: una quantità incredibile di sintomi “cronici” potrebbe essere risolta, o decisamente migliorata, attraverso la Psicoterapia. Spesso racconto a mio padre della mia frustrazione: vedo persone, amici e pazienti che potrebbero stare bene, ma che rimangono intrappolati nel sintomo perché non riconoscono il legame tra la loro sofferenza fisica e il loro stile di vita o relazionale.
“Ho sempre il reflusso, nonostante i farmaci e l’alimentazione sana” – mi dicono spesso. Certo, il farmaco è il primo passo, il più rapido. Ma per risolvere il problema definitivamente dobbiamo chiederci: cosa c’è nella tua vita che non riesci a “mandare giù”? A quali condizioni ti stai sottomettendo senza dire la tua? In quale relazione ti sei posto che non riesci più a sopportare? Un problema cronico — che sia reflusso, mal di testa o mal di schiena — è il segnale che qualcosa nella tua vita va guardato con occhi diversi.
Fermati un istante e chiediti: qual è la parte del tuo corpo che prova sempre a comunicarti qualcosa attraverso un sintomo?
2. Quando il corpo ti impone lo STOP
In merito al secondo motivo, non sono affatto sorpreso che un cambiamento drastico nella mia vita affettiva abbia scatenato un blocco alla gamba sinistra. Il mio corpo mi sta parlando in modo inequivocabile: “Fermati. Ti sei caricato troppo. È il momento di trovare un nuovo equilibrio.”
Le cure mediche mi stanno aiutando, ma so che il mio corpo chiederà il tempo necessario per un nuovo assetto. Mi fido di questi segnali. Non sono nemici, sono guide.
Adesso fermati e fatti una domanda: qual’è la parte del corpo che mi comunica sempre qualcosa attraverso i sintomi?
Perché il corpo “decide” di ammalarsi?
Per capire come un’emozione si trasformi in un’ernia o in una gastrite, dobbiamo smettere di pensare alla mente e al corpo come a due entità separate. In Bioenergetica, seguiamo il principio di Alexander Lowen: noi siamo il nostro corpo.
L’Armatura Caratteriale: il nostro scudo invisibile
Fin da piccoli, per sopravvivere a stress, traumi o richieste ambientali eccessive, impariamo a “trattenere”. Se non puoi urlare la tua rabbia, contrai la mascella; se non puoi piangere, chiudi la gola; se devi sopportare un peso emotivo troppo grande, irrigidisci la schiena.
Questa contrazione, col tempo, diventa cronica. Non ci accorgiamo più di essere tesi: quella tensione diventa la nostra “Armatura”.
- Fisicamente: Il muscolo contratto riduce l’apporto di sangue e ossigeno ai tessuti.
- Energeticamente: L’energia vitale smette di fluire liberamente e si accumula o si blocca in determinati distretti.
Dal Blocco al Sintomo: il caso del Reflusso e dell’Ernia
Prendiamo gli esempi che abbiamo citato:
- Il Reflusso (Il blocco della sottomissione): Spesso chi soffre di reflusso cronico vive in una condizione di “iper-controllo” o sottomissione. Lo stomaco si contrae, il diaframma si blocca. La rabbia che non viene espressa verso l’alto (con la voce o l’azione) “torna su” sotto forma di acido. Il corpo sta letteralmente cercando di rigettare qualcosa che non accetta.
- L’Ernia (Il blocco del troppo carico): La colonna vertebrale è il nostro asse del sostegno. Quando ci facciamo carico di responsabilità eccessive o quando attraversiamo un cambiamento affettivo che scuote le nostre “fondamenta”, i muscoli paravertebrali si contraggono allo stremo. La pressione sui dischi intervertebrali aumenta finché il disco “cede”. L’ernia non è un incidente, è il punto di rottura di una tensione che durava da tempo.
La Bioenergetica come ponte
La medicina interviene sul disco o sull’acidità (ed è fondamentale!), ma la Bioenergetica interviene sulla tensione che ha causato quella pressione. Lavorare bioenergeticamente significa aiutare il corpo a mollare la presa, a “scaricare” quell’energia intrappolata per permettere ai tessuti di rigenerarsi davvero.
👤 Le 5 Forme del Blocco: I Caratteri di Lowen
Non siamo tutti uguali. Ognuno di noi, in base alla propria storia infantile, ha costruito la propria Armatura. Alexander Lowen ha identificato 5 tipologie principali (i Caratteri). Riconoscere il proprio è il primo passo per smettere di combattere contro i propri sintomi e iniziare a comprenderli.
Ecco una breve mappa di come il disagio psichico diventa “forma” e “sintomo”:
(Nota per il lettore: Approfondiremo ognuno di questi caratteri nei prossimi articoli, analizzando come liberare l’energia intrappolata in ogni specifica armatura).
Lo Schizoide (La Disconnessione)
L’energia è ritirata verso il centro. Il corpo è rigido, spesso freddo. Sintomi: emicranie, vertigini, senso di distacco, mani e piedi freddi.
L’Orale (Il Vuoto)
Eterna ricerca di nutrimento e collasso energetico. Sintomi: gastrite, reflusso, stanchezza cronica, apnee notturne.
Lo Psicopatico (Il Controllo)
Ossessione del controllo e armatura del busto. Sintomi: ipertensione, bruxismo, dolore spalle e trapezio.
Il Masochista (La Pressione)
Pressione interna e senso di soffocamento.
Leggi l’articolo completo sul Carattere Masochista →
Sintomi: colite spastica, dermatiti, lombalgia.
Il Rigido (L’Orgoglio)
Orgoglio ferito e resistenza del cuore. Sintomi: tensioni dorsali, problematiche pelviche/sessuali, artrosi.
Oltre la diagnosi: il mio modo di “lavorare” con te
Dopo questo viaggio tra psiche e corpo, vorrei raccontarti come lavoro concretamente. Per me è naturale “leggere” i tuoi blocchi. Non perché io abbia poteri speciali, ma perché ho lavorato profondamente su me stesso e ho studiato per anni come decodificare questi segnali. Proprio come un medico guarda i tuoi sintomi per formulare un’ipotesi diagnostica, io guardo ai tuoi blocchi per comprendere la tua struttura caratteriale.
Il mio approccio si fonda su due pilastri:
1. L’Autenticità Umanistica: Essere prima di Fare
Come potresti superare i tuoi blocchi se avessi davanti a te un terapeuta a sua volta bloccato o distante? L’approccio Umanistico si basa sull’incontro tra due esseri umani. Il fatto che io abbia affrontato le mie resistenze mi permette di sedermi davanti a te con un’energia aperta. È proprio qui che ci differenziamo dall’Intelligenza Artificiale: una macchina può aiutarti a pensare, ma solo la Psicoterapia Umanistica può aiutarti a essere chi sei. Spesso il cambiamento avviene proprio grazie a questo clima di autenticità, prima ancora di applicare qualsiasi tecnica.
2. La Bioenergetica: sciogliere i nodi nel presente
La Bioenergetica è lo strumento che ci permette di agire sui blocchi emotivi di cui abbiamo parlato. Ma attenzione: gli esercizi non sono la soluzione magica, sono strumenti clinici. Se durante una seduta sento che un’emozione preme per uscire ma il tuo corpo la trattiene, sceglieremo insieme una posizione o un movimento che ti permetta di contattare quella tensione e lasciarla fluire. È un lavoro di precisione che trasforma la tensione in consapevolezza.
E tu, in quale di questi 5 caratteri o sintomi ti sei riconosciuto di più? C’è una parte del tuo corpo che senti particolarmente ‘corazzata’?
“Se questo approccio ti ha incuriosito e vuoi iniziare a esplorare il messaggio del tuo corpo, ecco due modi per farlo insieme:
- Approfondisci con il mio libro: In “Essere Autentico” esploro profondamente come ritrovare se stessi oltre le maschere e i blocchi del corpo. Puoi trovarlo qui: Scopri il libro “Essere Autentico”.
- Inizia un percorso: Se senti che il tuo “stop” è arrivato e vuoi trasformarlo in un nuovo equilibrio attraverso la terapia, contattami per una consulenza presso il mio studio o online: Richiedi una consulenza.
Se vuoi restare aggiornato sui prossimi articoli, puoi seguire il mio canale Whatsapp “il corpo non mente“, oppure se preferisci, lascia la tua mail qui sotto e clicca sul tasto iscriviti per ricevere i nuovi articoli via email.

2 risposte a “Quando il Dolore ti Ferma: il sottile confine tra Medicina e Psicologia”
[…] questa spinta, il corpo inizia a presentare il conto, come ho spiegato nel mio articolo sul [sottile confine tra medicina e psicologia], trasformando quel peso emotivo in una vera e propria corazza muscolare che ti toglie il […]
[…] ho scritto nel mio primo articolo, sto vivendo un momento di stop forzato. Un’ernia ‘grossolana’ ha deciso di comprimere […]