Perché la schiena cede: ernie, sacrifici e senso di colpa

Spesso si cade nel falso mito dello ‘psicologo immune‘: l’idea che, siccome studiamo la mente, possediamo una formula magica contro la sofferenza. Non è così. Avere gli strumenti per comprendere i propri comportamenti non ci esime dal caderci dentro, né ci risparmia il dolore. Siamo esseri umani prima che professionisti: proprio come un medico non è immune alle malattie, uno psicologo non lo è ai meccanismi del suo carattere.

Come ho scritto nel mio primo articolo, sto vivendo un momento di stop forzato. Un’ernia ‘grossolana’ ha deciso di comprimere il mio nervo sciatico, causando quello che la medicina definisce ‘piede cadente’. Ho appreso proprio ieri che dovrò affrontare un intervento per sbloccare il nervo e riprendere la mobilità. Sono preoccupato, certo, ma sono soprattutto arrabbiato.

Il mio corpo ha inviato un messaggio che non ammette repliche: ‘Fermati!’.

Non è un caso che questo crollo fisico coincida con la fine di una relazione di cui mi sono fatto troppo ‘carico’. Questo tratto parla della mia parte che crede di doversi sacrificare per il bene dell’altro. Quando sei dentro una dinamica simile, non ti rendi conto di quanto stai erodendo te stesso, perché ti racconti che lo fai ‘per amore’.

Sì, certo: Ma dove finisce l’amore per l’altro e dove inizia quello per se stessi?

La Spiegazione Tecnica: Il Bacino sotto scacco.

Mi occupo di Psicologia Umanistico-Bioenergetica, se ti incuriosisce saperne di più, alla fine di questo articolo, spiego come funziona il mio approccio.

In bioenergetica, il bacino è il centro della nostra forza vitale e del piacere. Nel carattere masochista, questa zona diventa una vera e propria “camera di compensazione” per lo stress emotivo.

Per conoscere meglio il carattere Masochista, ti consiglio di leggere questo articolo

La retroversione del bacino: il “cane con la coda tra le gambe”

La postura tipica è la retroversione del bacino: immaginate di ruotare il bacino in avanti e verso l’alto, contraendo glutei e addome. È la posizione del “cane con la coda tra le gambe”: una sottomissione muscolare che cerca di contenere una forte pressione emotiva interna.

Sintomi correlati: dalla lombalgia cronica alla sciatica

Questa contrazione cronica non si manifesta solo con l’ernia di cui ti ho raccontato nella mia esperienza, ma con una serie di sintomi che sono “fratelli” tra loro:

Sacralgie e rigidità pelvica: La sensazione di avere un “blocco di cemento” al posto del bacino, che impedisce i movimenti fluidi e naturali. In questo caso ci rimette anche la carica sessuale.

Voce di un paziente: “Sento il bacino pesante e bloccato che anche l’intimità è diventata un dovere meccanico, non sento più nulla.”

Lombalgia cronica: Quel dolore sordo che non ti abbandona mai, segno di una muscolatura che non sa più come rilassarsi.

Voce di un paziente: “È un dolore costante, come se avessi qualcuno seduto sulla schiena.”

Problemi al nervo sciatico: Anche senza un’ernia espulsa, la forte pressione muscolare può infiammare il nervo, rendendo difficile “fare un passo” verso la propria autonomia.

Voce di un paziente: “Sento che la mia gamba non mi segue, come se il mio corpo mi impedisse fisicamente di allontanarmi da dove sono.”

Il Conflitto Interiore: Quando il “Dovere” Schiaccia il “Piacere”

Il bacino e la zona lombare sono il ponte tra la nostra capacità di stare in piedi e la nostra capacità di agire. Se questo ponte è sovraccarico, iniziano i problemi.

Il Carico della Compiacenza

Il conflitto centrale è tra Responsabilità e Autonomia. Chi soffre di questi disturbi spesso vive con la paura costante di dispiacere l’altro.

Il “Sì” che logora: Ogni volta che diciamo di sì per evitare un conflitto, carichiamo un peso sulla nostra zona lombare.

L’incapacità di dire “fallo tu!”: Se non dimostro di essere forte e capace di farmi carico di tutto per il bene dell’altro, il senso di colpa diventa insopportabile.

La Paura del Cedimento

Il dolore alla schiena è spesso un “cedimento trattenuto”. La persona vorrebbe mollare, vorrebbe stendersi e dire “non ce la faccio più”, ma la sua armatura caratteriale glielo impedisce. Allora il corpo crea un sintomo per costringere la persona fermarsi e farsi accudire.

Il sintomo fisico, è un tentativo estremo del corpo di riprendersi il proprio spazio. Se non puoi dire di no con la voce, lo dirai con la schiena bloccata.

Imparare a “Mollare il Carico”

So perfettamente che non ti rendi conto di questi meccanismi “masochistici” che si avvicendano nella tua vita. Personalmente, posso riconoscerli come professionista e lavorarci su come sto facendo, per te invece, è importante partire dai segnali del corpo.

Se ti riconosci in questi sintomi probabilmente ci sono dei “carichi” che stai portando, senza neanche sentirne il peso (ormai ti ci sei abituato).

Uscire da questo schema non significa smettere di essere responsabili, ma imparare a distinguere tra sostegno e sacrificio.

3 Esercizi di Bioenergetica per la schiena

  • Il Grounding (Radicamento): Spesso chi ha problemi alla schiena vive “staccato” dalle proprie gambe. Riportare l’attenzione ai piedi e sentire che è la terra a sostenerci, e non solo la nostra colonna, permette alla zona lombare di rilassarsi.
  • Dare voce al “No”: In terapia bioenergetica lavoriamo per sciogliere la gola e il bacino insieme. Imparare a dire di no verbalmente scarica immediatamente la tensione muscolare del basso schiena.
  • Il permesso di cedere: A volte l’esercizio più difficile è quello di stendersi a terra e sentire il proprio peso abbandonato al pavimento. È il primo passo per dire al sistema nervoso: “Puoi smettere di lottare, per ora sei al sicuro”.

Chiedere aiuto è il vero atto d’amore per se stessi

Questi “semplici esercizi di bioenergetica” elencati sopra non sono la soluzione, ma il primo passo per riconnetterti e permetterti di mollare. Ma lo farai veramente?

Sono abbastanza sicuro di no! per questo motivo non serve cercare milioni di soluzioni su internet, oppure fare tutti gli accertamente medici (che comunque servono in via preliminare). Io penso che il primo e più importante gesto per te stesso sia per una volta chiedere aiuto!

Essere ascoltato; essere compreso; essere messo di fronte ai tuoi limiti; essere accompagnato nel viaggio verso te stesso!

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Una risposta a “Perché la schiena cede: ernie, sacrifici e senso di colpa”

  1. […] Per approfondire come queste tensioni emotive si trasformano in patologie fisiche, leggi il mio articolo su: [Ernia e Sciatalgia: quando la schiena cede]. […]